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MATTEO LUI: 30 GOAL..E LODE (intervista di R. Perandini)

pubblicato 22 mag 2012, 08:03 da Unione Sportiva Avesa HSM   [ aggiornato il 22 mag 2012, 08:35 da Alessandro Zamperini ]
Matteo Lui
Vorrei segnare ai play-off

Arma letale. Cinica e irriverente, guizzante ed imprevedibile, con un impressionante fiuto del goal. In ascesa perpetua da inizio stagione, e un tabellino da grandi numeri. Trenta sono i centri in campionato, trenta gli sberleffi, le firme d’autore con cui ha saputo far parlare di sé. Primattore ancora in erba, Matteo Lui è il nome nuovo che avanza. Puntero dallo scatto felino, è la concretezza che addomestica l’estro, l’eleganza che sposa la velocità. In campo, mentre corre, par quasi danzare, librandosi sulle punte. Il pallone lo doma con classe, cullandolo tra i propri piedi. Gli avversari non li dribbla, li ignora, sbizzarrendosi tra finte e controfinte. Giocatore dal passo felpato e dalla movenza nevrile, in area di rigore non perdona. La sua è una sana ingordigia, con cui ha sospinto in cielo la Juniores dell’Avesa Hsm, giunta a un palmo dalla vittoria del proprio campionato. Notato dall’attento Luca Bortoletto, allenatore della prima squadra, da gennaio è stato aggregato ai ranghi della formazione di Seconda Categoria, già proiettata al secondo turno dei play-off.

Matteo, gli spareggi sono alle porte. Che partita ti aspetti?

Non saprei dare una risposta precisa perché non ho giocato tutto il campionato in prima squadra, però sicuramente sarà una partita accesa dove forse la tensione si farà sentire molto di più rispetto al campionato, e ciò potrebbe riservare qualche sorpresa. Comunque sia, toccasse a me, spero di segnare un goal, sarebbe importantissimo ”.

Con il goal hai avuto un rapporto felice sin da inizio campionato, concluso con il trentesimo sigillo proprio all’ultima giornata. Te l’aspettavi?

Chiaramente no. Da attaccante, com’è ovvio, ero partito con l’obiettivo di segnare tanti goal, ma non immaginavo così tanti. Per me è una grossa soddisfazione ”.

Dopo le tanti reti, la chiamata tra i grandi, a far da spalla a due big come D’Aleo e Murari. Com’è stato il salto dalle giovanili alla prima squadra?

Subito ho fatto un po’ fatica, dovevo integrarmi con gli altri della squadra, e tanti nemmeno li conoscevo. E’ stato un periodo brevissimo comunque, qui c’è un bel clima e in campo ci aiutiamo tutti, non capita quasi mai che ci siano screzi tra compagni. La differenza con le giovanili c’è eccome, ma mi sto abituando ”.

Tutta Avesa attende i play-off: con quale spirito vi apprestate a giocare l’appuntamento più importante?

Nello spogliatoio c’è l’atmosfera giusta, né troppa tensione, né troppa rilassatezza. In questo momento stiamo lavorando un po’ più intensamente dal punto di vista fisico per arrivare pronti alla finale cui siamo già qualificati. Tutti in cuor nostro speriamo di raggiungere la Prima Categoria”.

Concludiamo rivolgendo lo sguardo al futuro. Al di là dell’esito dei play-off, la tua è stata comunque una stagione esaltante: quali sono le tue prospettive per il futuro?

Per me il calcio è un divertimento, per cui non mi sono posto obiettivi particolari. Penso di proseguire anche perché dopo gli esami di maturità credo di frequentare l’università qui a Verona, perciò dico che rimarrei volentieri all’Avesa, soprattutto se riuscissimo a salire di categoria. Poi se nel corso dell’estate dovesse arrivare qualche offerta e il calcio per me dovesse diventare un impegno più consistente valuterò, al momento non ci ho ancora pensato ”.

(Riccardo Perandini)
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